venerdì, 12 giugno 2009
Se stringi in un pugno un cubetto di ghiaccio appena preso dal freezer, non ti verrà mai da pensare a quanto caldo stia provando. Tanto meno vorresti che tutti quelli che ami diventassero cubetti di ghiaccio. Da liquefare.
Niente, ti si sta congelando la mano, e non sentirai più il chiodo.
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venerdì, 12 giugno 2009
Bisogna credere nell'amore? L'amore esiste.
Nell'amicizia? L'amicizia esiste.
Non ho mai visto nessuno credere in un tipo di sedia, o in una mucca.
Si crede a cose come gli extraterrestri, le madonne sanguinanti, la sinistra.
Credere significa azzerare il proprio intelletto e sottostare a dogmi di fede.
Non c'è nulla di dogmatico nell'amore. C'è e basta. E' vivo. Esiste.
Dovete smetterla di idealizzare l'esistente. Solo perché non lo possedete. O pensate di non possederlo.
Se credessi ad una tazza di caffè, il mio desiderio represso di berla mi ucciderebbe.
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mercoledì, 18 marzo 2009
Se ci fossero per davvero i sogni nel cassetto, non ci sarebbe più spazio per le calze.
Oppure preferiamo non averne, e di questo ne sono maggiormente convinto, altrimenti non sapremmo dove mettere le calze.
Allora mi viene da pensare che solo chi è scalzo ha deciso deliberatamente di sognare.
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sabato, 03 gennaio 2009
Quando ti lamentavi che questi scritti fossero per conto terzi -che poi quanto non ti ho detto che erano per te in verità e grazie a te - non ti attanagliava il serpente, il tergicristallo riusciva a non sbiadire la mia faccia che vedevi da dentro il vetro di una fiat.
E poi che succede? Quando giochi a poker e scopri le carte, se hai 4 assi non viene più nessuno a perdere per te. Fossero pure tutti di cuori.
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sabato, 03 gennaio 2009
E tu per quale arcano merito possiedi tette sode altezza infausta e culo scolpito?
La tua dicotomia mi rinsavisce vecchi conati dallo stomaco. Non parlare ti prego, ho visto abbastanza, e il mio cazzo non può aggrinzirsi più di così.
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sabato, 03 gennaio 2009
Non esistono momenti belli e momenti brutti.
Esistono momenti con te e senza di te.
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sabato, 03 gennaio 2009
Farò come i pescatori, impassibili, calma di pietra, con le lenze ciondoloni, cappello e seggiolino. Aspetterò silente si, ma non voglio metterti un amo in gola, non voglio strozzare il tuo bel respiro che alimenta i miei polmoni.
Allora ti inseguirò nella tua natura, giù tra gli abissi, i tuoi piedi che alzano la sabbia, le tue mani che si aggrappano a rocce, i tuoi capelli come polpi non potranno sfuggirmi. Invidierò i pesci che vedrò baciarti la pancia e i nei sulla pancia e il seno e poi la schiena.
E aspettando un respiro lungo sotto il livello del mare cederò a tratti all'invidia per gli apicoltori.
Che si riparano dalle punture, succhiano il nettare e lasciano libere le loro prede.
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venerdì, 02 gennaio 2009
Mi chiamo Roberto e ho 14 anni. L'altro giorno il mio compagno di banco Danilo su facebook mi dice che le ranocchie se saltano sull'acqua calda si scottano e scappano. Ma se le immergi in acqua fredda e piano piano le bolli, allora non se ne accorgono e muoiono. Io gli dico "wow". Si, e lui dice che vuole morire così, senza accorgersene. Poi arriva il secchione della classe, Gianpietro, che inizia a conversare con noi. Mio padre dice che è inutile seguire quello che dice lui, perché tanto nella vita ti ameranno e ti odieranno comunque, tanto vale godersela. E mio padre ha ragione, infatti noi a Gianpietro gli facciamo sempre gli scherzi e lo meniamo in pubblico. Lui non si scompone e fa il superiore.
Allora Giampietro si intromette e dice "si ok, ma il 99% delle rane muore fra atroci dolori ingoiate vive dalle biscie, forse l'unica rana che muore così è quella che prende il tuo amico e la mette nella pentola di mamma".
Io mi incazzo chiudo la conversazione con questo idiota e continuo a chattare con Danilo su facebook.
E' per dire: facebook è comodo puoi staccare quando vuoi la spina ad una persona senza che lui se ne accorga, ucciderlo in silenzio. Un po come le rane bollite.
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venerdì, 02 gennaio 2009
In una delle sue ultime apparizioni in pubblico Einstein disse "La gravità è l'unica spiegazione alla razionalità dell'uomo. Senza di essa saremmo tutti filosofi o grandi artisti". La platea apprezzò donandogli applausi scroscianti. Poi proseguì "me l'ha appena detto un barbone qua fuori". Seguì un attimo di esitazione e silenzio, rotto da risate scomposte. Infine concluse "ora se volete per una volta salire voi e dire qualcosa, lo apprezzerei molto". A questo punto la platea iniziò ad adirarsi e a non gradire l'affronto. Noi sul palco si chiesero tutti? Noi siamo incollati qua. Dalla gravità. Sulle nostre sedie. Capirono il nesso, ma nessuno mosse un dito.
E non l'avrebbero mosso anche se fosse successo per davvero, lo vedo ogni giorno.
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venerdì, 02 gennaio 2009
L'uomo senza potere aveva dei poteri una volta: poteva alitare su di un ingranaggio e farlo girare, anni e anni di studi incalliti sulla disposizione della mandibola, sul gusto dell'alito. L'uomo senza potere creava denaro, ridistribuiva gioia, innescava bobine.
Era piccolo tozzo e tutti lo amavano. Così dicevano. Ti amiamo. E tutti lo odiavano. Si, gli gridavano: ti odiamo te e i tuoi poteri.
L'uomo senza potere diventò così come è ora, senza potere, dopo, quando si accorse che l'amavano lo stesso, se non maggiormente, privo di virtù alcuna. O continuavano ad odiarlo ora per la ragione inversa.
Perché chi può volerlo
un mondo come il suo, senza contese
ch'usi ragione e pratichi giustizia?
Offre assai più vantaggi la nequizia
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